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Vedova britannica affronta deportazione dalla Svezia dopo 21 anni a causa della Brexit
Una vedova britannica di 78 anni contesta la sua deportazione dalla Svezia, affermando di aver fatto richiesta per restare ma le è stato detto che era troppo tardi.
Joyce Thomas, una vedova britannica di 78 anni, sta contestando la sua deportazione dalla Svezia dopo aver vissuto nel paese per 21 anni. Le autorità svedesi l'hanno informata che la sua richiesta di permanenza è stata presentata oltre la scadenza fissata dopo la Brexit.
Secondo quanto riportato, la sua situazione deriva dall'approccio più rigoroso della Svezia riguardo alle domande di residenza post-Brexit per i cittadini britannici. L'Ufficio per gli Affari Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo del Regno Unito (FCDO) ha evidenziato che circa 2.500 cittadini britannici sono stati ordinati di lasciare la Svezia in circostanze simili.
I sostenitori hanno sollevato preoccupazioni riguardo a queste deportazioni, sottolineando le difficoltà affrontate da coloro che si sono integrati nella società svedese nel corso degli anni. La stessa Thomas descrive la sua attuale situazione come un 'limbo insostenibile'.
Inizialmente, a Thomas è stato dato solo poche settimane per lasciare la Svezia, il che ha ulteriormente aumentato la sua angoscia. Questo preavviso così breve l'ha portata a cercare un ricorso legale contro l'ordine di deportazione.
Il caso ha attirato l'attenzione non solo per il lungo periodo di residenza di Thomas, ma anche perché rispecchia le esperienze di molti cittadini britannici colpiti dalle modifiche alle norme sull'immigrazione post-Brexit. I sostenitori chiedono una revisione di tali casi per fornire flessibilità a coloro che hanno legami profondi con i loro paesi ospitanti.
L'esito della sfida legale di Thomas rimane incerto mentre continua a lottare contro la decisione di rimuoverla dal paese che ha chiamato casa per oltre due decenni.