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Aumento dei licenziamenti collettivi in Spagna colpisce oltre 21.000 lavoratori
I licenziamenti collettivi in Spagna superano i 21.000 nel primo semestre del 2026, con un incremento del 5% rispetto all'anno precedente, spinti da aggiustamenti in diversi settori.

Nel primo semestre del 2026, oltre 21.000 lavoratori sono stati colpiti da licenziamenti collettivi, rappresentando un aumento del 5% rispetto all'anno precedente, secondo El País. Questo incremento nei licenziamenti, noti come ERE, è spinto da forti aggiustamenti nei settori tecnologico e manifatturiero, oltre che in diverse multinazionali.
Infobae riporta che solo a giugno 2026, gli ERE hanno colpito 9.759 lavoratori. Questo aumento nei licenziamenti è correlato all'implementazione di grandi procedimenti di regolazione dell'occupazione in aziende come Glovo, Nestlé, Nissan, Capgemini, Inetum e Vass.

Secondo El Tiempo, le aziende stanno dando priorità alla cessazione definitiva dei contratti piuttosto che optare per aggiustamenti temporanei dell'occupazione, il che ha contribuito all'aumento del numero di licenziamenti collettivi.
La situazione riflette un contesto di ristrutturazione nell'economia spagnola, dove i licenziamenti di massa diventano sempre più comuni in settori chiave.