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Chiuse più di 750 camere di cure continuative in Portogallo in cinque anni
I dati dell'Associazione Nazionale delle Cure Continuative segnalano la chiusura di oltre 750 camere nell'ultimo lustro, suscitando preoccupazioni nel settore.

Secondo l'Associazione Nazionale delle Cure Continuative (ANCC), un totale di 750 camere di cure continuative sono state chiuse in Portogallo negli ultimi cinque anni. Questa chiusura comprende 264 camere chiuse quest'anno, oltre ad altre 72 che dovranno essere chiuse nel 2026.
L'ANCC ha messo in guardia sugli effetti di questa chiusura sul settore, che comporta una significativa diminuzione delle risorse disponibili per le cure ai pazienti con esigenze prolungate.
Resoconti indicano che, nonostante la chiusura delle camere, l'istituzione ha rafforzato altri team, in particolare quelli delle cure continuative integrate, che si recano a domicilio dei pazienti. Questa misura mira a garantire la continuità delle cure fornite, nonostante la riduzione delle camere disponibili.

Inoltre, è stato menzionato che, secondo il piano di ripresa e resilienza (PRR), erano previste 5.500 camere, ma solo 4.000 sono state messe a gara. Questo numero indica una deviazione rispetto al piano iniziale, sollevando preoccupazioni sul futuro delle cure continuative nel paese.
I dati sulla chiusura delle camere riflettono le difficoltà che il settore affronta, portando l'ANCC a lanciare un allerta sulla situazione attuale e sulle implicazioni per i servizi sanitari.
La situazione in Portogallo è un segnale dell'impatto che le politiche sanitarie possono avere sull'accesso alle cure per coloro che necessitano di attenzione prolungata, richiedendo un'analisi più approfondita da parte delle autorità e del pubblico.