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Coloni Israeliani Bruciano Alberi di Ulivo e Feriscono un Giornalista in Cisgiordania
Un attacco coordinato da coloni israeliani in un villaggio della Cisgiordania ha portato alla bruciatura di alberi di ulivo e a ferite per due individui, tra cui un fotoreporter del Washington Post.

Coloni israeliani hanno lanciato un attacco coordinato contro un villaggio della Cisgiordania durante il raccolto delle olive, appiccando incendi agli alberi di ulivo e ferendo almeno due persone, tra cui un giornalista del Washington Post. L'attacco ha interrotto il raccolto annuale, un evento significativo per i contadini palestinesi locali.
Secondo i rapporti, i coloni, alcuni dei quali mascherati e armati di bastoni e armi da fuoco, hanno preso di mira i residenti che cercavano di raccogliere le olive. La violenza, definita un pogrom, è avvenuta nelle città di Abu Falah e Turmus Ayya, influenzando le attività agricole locali e recentemente riportata come parte di una crescente tendenza alla violenza contro i contadini palestinesi nella regione.
Tra i feriti c'era Heidi Levine, una fotoreporter veterana, che è stata picchiata mentre copriva gli attacchi. Dopo l'incidente, è stata portata in un ospedale di Ramallah, dove è stato rivelato che ha riportato ferite, inclusi quattro vertebre rotte.

I testimoni hanno riferito che i coloni non solo hanno dato fuoco agli alberi ma hanno anche lanciato pietre contro i palestinesi durante l'assalto. Questa escalation di violenza coincide con un aumento segnalato degli attacchi dei coloni mirati a interrompere il raccolto delle olive, che ha registrato oltre 230 incidenti da settembre.
Le autorità israeliane sono state accusate riguardo alla violenza, con vari media che evidenziano i pericoli che giornalisti e contadini locali affrontano nella zona. In un caso, le ferite di Levine sono state documentate attraverso fotografie che mostrano il suo trattamento medico dopo l'incidente.
Con il proseguire della violenza, le autorità palestinesi e le organizzazioni hanno espresso preoccupazione. Gli attacchi contro i contadini e i giornalisti sottolineano le tensioni in corso nella Cisgiordania occupata, specialmente durante la stagione di raccolta delle olive, cruciale per molte comunità locali.