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Decreto sul tetto agli studenti stranieri nelle scuole italiane
Il nuovo decreto impone un tetto del 30% agli studenti stranieri in alcune classi, esclusi quelli di cittadinanza europea e prevede corsi d'italiano per i genitori.

Il governo italiano ha annunciato un decreto che stabilisce un tetto del 30% per gli studenti stranieri in alcune classi, misura che riguarderà solo coloro che non parlano italiano. Questa normativa esclude gli studenti di cittadinanza europea. Secondo le informazioni disponibili, le regioni più colpite da questa misura sono Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Il decreto si applicherà a circa 2000 classi, ma nel 2022/2023 solo lo 0,6% delle aule su un totale di 370mila superava il limite del 30% di alunni stranieri. In risposta a questo decreto, il governo prevede anche lezioni gratuite di italiano per i genitori degli studenti stranieri.
Alcune reazioni al decreto esprimono preoccupazione riguardo al rischio di spostare i bambini in altre aree con una minore concentrazione di stranieri, contribuendo a una segregazione. Le opposizioni politiche hanno criticato la proposta, sostenendo che potrebbe avere effetti negativi sui quartieri.

La premier Giorgia Meloni ha richiamato alla memoria il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affermando che, nei suoi precedenti ruoli, aveva redatto circolari sul tema del tetto agli stranieri nelle classi. Tuttavia, il Colle non ha rilasciato commenti sulla questione, mantenendo la sua posizione nei confronti delle misure in fase di studio.
Il decreto è previsto per essere discusso nel Consiglio dei Ministri, e ci si aspetta un dibattito approfondito sulle sue implicazioni. Alcuni esperti si chiedono quanto sarà praticabile l'implementazione delle nuove norme, data la diversità culturale delle scuole italiane.
Diverse organizzazioni e politici hanno espresso esigenze di maggiore integrazione per gli studenti stranieri, sostenendo che misure come il tetto potrebbero non favorire una vera inclusione all'interno del sistema scolastico.