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DGB stima danni da frode sul salario minimo in 64 miliardi di euro
Il Deutsche Gewerkschaftsbund riporta che, dal 2015, le frodi sul salario minimo hanno causato danni per 64 miliardi di euro, principalmente a carico dei lavoratori e dei fondi sociali.

Il Deutsche Gewerkschaftsbund (DGB) ha calcolato che, dalla introduzione del salario minimo legale nel 2015, si è registrato un danno economico di circa 64 miliardi di euro a causa di frodi sul salario minimo. Questa somma riguarda sia i lavoratori che i fondi sociali e lo Stato.
Secondo i dati del DGB, le pratiche illegali da parte dei datori di lavoro sono responsabili della decurtazione dei salari, che, nonostante il minimo legale attualmente fissato a 13,90 euro, non vengono correttamente corrisposti in molti casi. L'organizzazione sindacale ha documentato diversi esempi di trucchi che eludono il rispetto del salario minimo.
Le stime del DGB indicano che i lavoratori subiscono notevoli perdite di reddito a causa di tali pratiche. Anche le assicurazioni sociali registrerebbero perdite nell'ordine di miliardi, con conseguenti ulteriori oneri per le finanze pubbliche.
Nonostante queste affermazioni, alcuni datori di lavoro mettono in discussione le stime del DGB, sottolineando che il numero dei casi di frode sul salario minimo potrebbe essere sovrastimato. Tuttavia, tale discussione viene fermamente respinta dai sindacati, che invocano la necessità di un controllo più rigoroso.