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Esperti ONU avvertono delle violazioni dei diritti umani a causa della politica di deportazione degli Stati Uniti
Ventiquattro esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno condannato le deportazioni degli Stati Uniti verso paesi terzi, etichettandole come fonte di gravi violazioni dei diritti umani e rischi per i migranti.

Un gruppo di ventiquattro esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite ha lanciato un avvertimento sul fatto che la deportazione di migliaia di migranti dagli Stati Uniti verso paesi terzi sta causando una 'cascata di violazioni dei diritti umani'. Gli esperti hanno sottolineato che questa politica, reintrodotta sotto l'amministrazione del Presidente Donald Trump a partire da gennaio 2025, potrebbe portare a conseguenze mortali per coloro che ne sono colpiti.
Da quando Trump è tornato in carica, il governo degli Stati Uniti ha firmato accordi con oltre trentacinque paesi, consentendo la deportazione di almeno 23.000 individui privi di legami legali con queste nazioni. Questa politica ha sollevato allarmi riguardo ai potenziali rischi di tortura, schiavitù e traffico che i migranti deportati potrebbero affrontare.
Gli esperti delle Nazioni Unite hanno criticato la mancanza di opportunità per i migranti di contestare le loro deportazioni, ritenendola una violazione dei loro diritti. Attualmente si dà priorità ai processi di rimozione accelerati, minando la capacità dei migranti di difendersi contro i pericoli potenziali nei paesi terzi.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente permesso all'amministrazione Trump di procedere con queste deportazioni temporaneamente mentre valuta la legalità della politica. Questa decisione segue una sentenza precedente di un tribunale di grado inferiore che aveva imposto restrizioni su tali azioni e richiesto l'opportunità per i migranti di argomentare contro la loro deportazione.
L'ordine non firmato della Corte Suprema ha revocato queste restrizioni, consentendo all'amministrazione di continuare con la sua politica di immigrazione aggressiva. Le argomentazioni relative al caso sono fissate per essere ascoltate a dicembre, ma lo stato immediato della politica rimane in vigore.
Diverse testate hanno riportato che questa situazione ha suscitato discussioni significative, data la vasta gamma di preoccupazioni sollevate da attivisti per i diritti umani ed esperti legali. Avvertono delle implicazioni a lungo termine sia per i migranti colpiti sia per gli standard internazionali dei diritti umani.