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Francia: le proteste studentesche continuano con tensioni e scontri
Le manifestazioni contro le condizioni della scuola pubblica vedono centinaia di migliaia di partecipanti in tutta Francia, mentre il governo risponde con promesse di interventi.

In Francia si intensificano le proteste studentesche, con quasi 256 mila persone in piazza, tra cui studenti, genitori e insegnanti solidali. Le manifestazioni sono state segnate da tensioni e scontri tra manifestanti e forze di polizia, in particolare a Parigi, dove alcune aree sono state bloccate perfino a Place de la Bastille. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni per disperdere la folla, mentre diversi gruppi di black bloc si sono infiltrati tra i manifestanti, causando ulteriori incidenti.
Il governo francese ha sospeso le lezioni in 375 istituti scolastici e ha annunciato l'invio di 3mila supplenti nelle scuole più in difficoltà, in risposta alla crisi d'insegnanti e alle richieste di migliori condizioni scolastiche. Secondo il ministro dell'Istruzione, Édouard Geffray, la didattica è sospesa completamente o parzialmente in molte scuole del Paese, a causa della mobilitazione studentesca.
Il primo ministro, Gérald Lecornu, ha tentato di calmare gli animi, sottolineando che le richieste degli studenti sono importanti e devono essere ascoltate. Ha dichiarato che la rabbia dei giovani non nasce da nulla e ha negato di aver dato ordini agli agenti di polizia per affrontare gli studenti in modo violento. Tuttavia, il bilancio delle manifestazioni continua a crescere, con oltre 500 arresti registrati nelle ultime settimane e una dozzina di feriti tra le forze dell'ordine.

Le prossime mobilitazioni sono già annunciate, con un nuovo appuntamento per il 13 ottobre organizzato dall'Union étudiante. Gli studenti chiedono un incontro diretto con il governo per discutere delle loro problematiche e criticano le scarse risorse per la scuola pubblica.
Le autorità hanno confermato che i conflitti tra studenti e polizia sono aumentati e che, mercoledì scorso, è stato deciso di sospendere l'uso di granate stordenti durante le proteste per ridurre le tensioni. Tuttavia, il clima di conflitto rimane palpabile, con scontri che si sono verificati non solo a Parigi, ma anche in altre città come Nantes e Strasburgo.
Mentre le proteste si susseguono, il presidente Emmanuel Macron ha convocato una riunione di emergenza con il governo per affrontare la situazione. La manifestazione dei quesiti riguardanti l'istruzione pubblica e il benessere degli studenti continua a occupare il centro della scena politica.