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Governo approva decreto aiuti, proteste autotrasporto sospese al Sud
Dopo giorni di blocchi stradali contro il caro carburante, il Consiglio dei ministri approva un provvedimento con oltre 500 milioni per autotrasporto, agricoltura e pesca; le principali sigle sospendono le mobilitazioni in Sicilia e Calabria.

Le proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori, avviate in risposta all'aumento dei prezzi del carburante, hanno provocato disagi significativi nelle regioni meridionali. Blocchi sulle autostrade A1 e A30, code e chiusure hanno interessato i servizi di distribuzione alimentare e farmaceutica. Gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria hanno riportato mancanza di carburante, mentre i sindaci di Bari e Napoli hanno segnalato difficoltà nei servizi di raccolta rifiuti e trasporti.
Il Governo ha convocato il Consiglio dei ministri per affrontare la situazione. Durante il vertice a Palazzo Chigi, il Viminale ha garantito la continuità dei rifornimenti per le merci di prima necessità e la consegna dei farmaci. Il Consiglio dei ministri ha quindi approvato un decreto con disposizioni urgenti e misure di sostegno destinate ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca, stanziando complessivamente oltre 500 milioni di euro.
Le principali sigle dell'autotrasporto hanno sospeso la protesta in Sicilia e Calabria. Fedralog ha sospeso la mobilitazione in Calabria e le consegne di generi alimentari sono riprese, anche se con difficoltà ancora presenti nella distribuzione. In Sicilia gli autotrasportatori hanno anch'essi interrotto i blocchi. La situazione nei supermercati calabresi è tornata verso la normalità, benché le consegne rimangono ancora irregolari.

Tuttavia, secondo quanto riportato, gli agricoltori hanno deciso di proseguire le proteste con presidi in diversi punti della Calabria. Inoltre, in alcune zone del meridione alcuni soggetti hanno continuato a bloccare le strade, secondo la descrizione fornita dalla premier. Il Ministero dell'Interno ha avviato operazioni per l'identificazione di chi ha attuato presidi stradali illegali, in particolare in Campania.
Gli industriali di Campania e Puglia hanno sottolineato le difficoltà delle imprese, definendone la situazione come 'al collasso', e hanno chiesto risposte concrete dalle istituzioni. I sindaci di Bari e Napoli hanno sollecitato un anticipo degli incontri per scongiurare ulteriori rischi di paralisi nelle città.
La premier ha dichiarato che il Governo non accetta intimidazioni e ha qualificato i comportamenti illegali descritti, come il taglio delle gomme ai camion e le minacce ai conducenti che volevano lavorare, non come protesta ma come veri e propri atti di intimidazione.