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Il Bangladesh istituisce un consiglio sulle retribuzioni in mezzo a proteste nel settore tessile
In risposta a crescenti tensioni e proteste in corso, il Bangladesh ha formato un consiglio per rivedere gli stipendi dei lavoratori del settore tessile dopo manifestazioni violente per salari più alti.

Le proteste nel settore tessile del Bangladesh si sono intensificate, portando all'istituzione di un consiglio per rivedere gli stipendi dei lavoratori. Questa decisione segue manifestazioni che hanno disturbato le operazioni delle fabbriche ed è sfociata in scontri violenti tra lavoratori e polizia.
I lavoratori hanno richiesto un salario minimo mensile di 245 dollari, significativamente più alto rispetto ai loro guadagni attuali, citando l'aumento dei costi per cibo, alloggio, trasporti e assistenza sanitaria come motivazione per le loro proteste. Migliaia di lavoratori hanno partecipato a manifestazioni in aree industriali chiave, tra cui Dhaka e Gazipur, mentre l'inflazione continua a salire.
Sono stati segnalati incidenti violenti durante le proteste, con lavoratori che avrebbero vandalizzato fabbriche e attaccato posti di polizia con pietre. Gli scontri hanno portato a gravi interruzioni, comprese ostruzioni significative delle strade con barricate, che hanno impattato il trasporto nelle regioni interessate.

Le proteste sono iniziate nel fine settimana ed sono sfociate in gravi disordini, costringendo la polizia a rispondere con gas lacrimogeni e granate sonore per disperdere i manifestanti. Alcuni rapporti indicano che strade principali sono state bloccate mentre i lavoratori cercavano di far sentire in modo più forte le proprie preoccupazioni sui salari.
La formazione del consiglio sulle retribuzioni è stata il risultato di discussioni con i rappresentanti dei lavoratori e i leader del settore, mirate ad affrontare le lamentele che hanno alimentato i disordini. Nonostante l'istituzione di questo consiglio, le proteste sono continuate, con i dimostranti che rimangono fermi nelle loro richieste di più alti salari.
Ad ora, sebbene alcune fabbriche abbiano riaperto, la situazione rimane tesa, con proteste in corso che indicano che i lavoratori sono determinati a perseguire le loro richieste in mezzo all'aumento del costo della vita e alla pressione inflazionistica persistente.