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Il Comitato dell'ONU esorta i paesi a considerare risarcimenti per la schiavitù
Un comitato dell'ONU ha dichiarato che i paesi devono considerare risarcimenti per il commercio transatlantico degli schiavi, citando un obbligo legale del 1965.

Il Comitato per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD) ha pubblicato lunedì una guida che asserisce che i paesi sono legalmente obbligati a considerare i risarcimenti per il commercio transatlantico degli schiavi. Questo segue il riconoscimento da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, avvenuto cinque mesi fa, del commercio transatlantico degli schiavi come un grave crimine contro l'umanità.
Secondo la guida, questi obblighi derivano da una convenzione legalmente vincolante sulla discriminazione razziale stabilita nel 1965. Il comitato sottolinea che la responsabilità per le ingiustizie passate deve essere allineata con gli attuali quadri giuridici e non può essere giudicata esclusivamente in base ai parametri giuridici storici.
Il rapporto mette in evidenza la necessità di misure complete per affrontare l'eredità duratura della discriminazione razziale, che il comitato ritiene persista fino ad oggi. Oltre ai risarcimenti, il comitato ha chiesto altre azioni per affrontare questi problemi in modo globale.

Le raccomandazioni indicano un cambiamento verso il riconoscimento dei torti storici e la necessità di una giustizia riparativa contemporanea, influenzando il modo in cui le nazioni vedono il loro coinvolgimento storico nel commercio degli schiavi. Vari paesi potrebbero dover valutare i propri ruoli e le implicazioni delle proprie azioni passate alla luce di questo rapporto.
Il dibattito sui risarcimenti ha guadagnato slancio a livello globale, con diversi stati che si confrontano con il modo di affrontare le ingiustizie storiche. Questa guida del comitato dell'ONU pone una pressione aggiuntiva sui paesi per formulare politiche che considerino criticamente tali misure riparative.