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Il governo declassifica rapporti su Ceuta e nega l'allerta del CNI
Documenti del CNI, Polizia e Guardia Civil sulla crisi migratoria a Ceuta saranno declassificati, ma si nega che ci sia stata una segnalazione di un assalto massivo.

Il governo spagnolo declassificherà questo martedì 40 documenti relativi alla situazione a Ceuta tra il 1° luglio e il 1° agosto. Questi rapporti, che comprendono dati del Centro Nazionale di Intelligence (CNI), della Polizia e della Guardia Civil, non saranno disponibili fino a mercoledì, seguendo una procedura simile a quella utilizzata per la declassificazione dei documenti sul 23-F.
Secondo diverse fonti, i documenti mostreranno comunicazioni interne sulla crisi migratoria che ha avuto luogo a Ceuta alla fine di luglio, nonché l'analisi effettuata dai servizi di intelligence. Tuttavia, da Moncloa è stato affermato che non ci sono evidenze che il CNI abbia avvertito dell'arrivo massivo di migranti in città, contraddicendo le affermazioni di alcuni rapporti precedenti.
Si rivelerà anche che il CNI aveva notificato alle autorità marocchine e ad altri organismi riguardo convocazioni massicce sui social media per un assalto alla frontiera, ma il governo insiste sul fatto che non è stata segnalata un'attacco imminente. Questa contraddizione ha generato un dibattito sull'efficacia delle comunicazioni tra le agenzie di sicurezza coinvolte.

D'altra parte, rapporti recenti indicano che la Guardia Civil aveva diagnosticato una possibile connivenza delle autorità marocchine durante l'evento, segnalando che queste non avevano intrapreso azioni per fermare il flusso di migranti in avvicinamento a Ceuta. Specificamente, è stata menzionata un'avvertenza riguardo rinforzi alla frontiera che non si erano mai materializzati.
Il CNI ha anche comunicato allerta su tentativi di attraversamenti a nuoto e assalti alla barriera, con messaggi che documentano un monitoraggio dei social media. Questi messaggi sono stati inviati nei giorni precedenti all'assalto massivo che si è verificato il 30 e 31 luglio, portando a interrogarsi sulla risposta alla situazione.
La declassificazione di questi documenti, secondo il presidente del governo, Pedro Sánchez, ha come obiettivo quello di permettere alla popolazione spagnola di comprendere meglio i fatti avvenuti a Ceuta durante la crisi migratoria.