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sabato 17 ottobre 2026

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Il premio Nobel per la pace 2026 assegnato a Navanethem "Navi" Pillay

La giurista sudafricana Navanethem "Navi" Pillay è stata premiata con il Nobel per la pace 2026 per il suo impegno a favore dei diritti umani e del diritto internazionale.

Foto d'archivio: Il premio Nobel per la pace 2026 assegnato a Navanethem "Navi" Pillay
Foto d'archivioFoto: Yaqub Qomarudin Dibiazah · Wikimedia Commons · CC0

Il premio Nobel per la pace 2026 è stato assegnato alla giurista sudafricana Navanethem "Navi" Pillay. L'annuncio è stato fatto dal comitato Nobel a Oslo, sottolineando il suo straordinario lavoro nel campo dei diritti umani e il suo impegno contro i crimini di guerra.

A 85 anni, Pillay ha ricoperto diverse cariche, tra cui quella di giudice presso la Corte penale internazionale (CPI) e di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. Il suo percorso professionale è stato contrassegnato da una difesa continua della giustizia e dei diritti fondamentali a livello globale.

Il comitato Nobel ha descritto Pillay come una persona di "eccezionale coraggio e integrità straordinaria", mettendo in luce la sua lotta contro l'impunità e le violazioni dei diritti umani, anche durante i conflitti a Gaza e in Africa. Ha presieduto una commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite che ha accusato Israele di genocidio.

Foto d'archivio: Il premio Nobel per la pace 2026 assegnato a Navanethem "Navi" Pillay
Foto d'archivioFoto: Gérald Garitan · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Quest'anno, sono state presentate 287 candidature per il premio, di cui 208 individui e 79 organizzazioni. Il premio, oltre al suo prestigio, è accompagnato da una ricompensa di 12 milioni di corone svedesi, pari a circa 1,07 milioni di euro.

Pillay ha espresso il desiderio di utilizzare il suo riconoscimento per continuare a difendere i diritti umani. Il suo umorismo è stato notato anche durante l'annuncio, dove ha scherzato lasciando intendere che avrebbe potuto condividere il premio con l'ex presidente americano Donald Trump se il pubblico avesse applaudito più forte.

La reazione al premio è stata ampiamente positiva, sia per l'onore conferito a Pillay sia per l'attenzione verso le questioni di diritti umani e diritto internazionale, in un contesto in cui questi principi sono spesso messi in discussione. La sua carriera incarna una lotta contro l'apartheid, i crimini di guerra e un impegno incrollabile per la giustizia.