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venerdì 23 ottobre 2026

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L'autorità olandese infligge una multa di 825 milioni di euro a Uber per sospensioni automatiche degli account

L'autorità olandese per la protezione dei dati ha multato Uber di 825 milioni di euro per la sospensione automatica degli account dei conducenti senza una comunicazione adeguata.

Foto d'archivio: L'autorità olandese infligge una multa di 825 milioni di euro a Uber per sospensioni automatiche degli account
Foto d'archivioFoto: SmedersInternet · Flickr · BY

L'autorità olandese per la protezione dei dati, Autoriteit Persoonsgegevens, ha multato Uber di 825 milioni di euro (966 milioni di dollari) per la sospensione degli account dei conducenti tramite processi automatizzati senza una comunicazione adeguata agli individui interessati. Questa sentenza, resa pubblica il 17 agosto, stabilisce che le pratiche di Uber violano le normative europee sui dati, in particolare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

L'autorità ha riscontrato che tra il 2018 e il 2022 Uber ha utilizzato software per monitorare il comportamento dei conducenti e le recensioni dei clienti. Gli account venivano disattivati se il sistema sospettava attività fraudolente, ma l'azienda non informava adeguatamente i conducenti riguardo a queste azioni, portando così alla pesante multa.

Questa multa si distingue come una delle più alte inflitte finora sotto il GDPR, riflettendo il continuo scrutinio da parte dei regolatori europei nei confronti delle aziende tecnologiche. La sentenza sottolinea l'importanza della trasparenza nei processi decisionali automatizzati.

Foto d'archivio: L'autorità olandese infligge una multa di 825 milioni di euro a Uber per sospensioni automatiche degli account
Foto d'archivioFoto: andershorvath · Flickr · BY

In una risposta ufficiale, Uber ha annunciato piani per fare appello contro la multa, indicando che ritiene le sanzioni imposte non giustificate. L'azienda si trova ad affrontare sfide normative crescenti in tutta Europa mentre le autorità cercano di applicare leggi sui dati e sulla privacy più severe.

Le pratiche di Uber hanno suscitato critiche da vari stakeholder preoccupati per i diritti dei lavoratori della gig economy. I gruppi di advocacy hanno evidenziato la necessità di protezioni più complete per gli individui i cui account possono essere sospesi senza supervisione umana diretta o comunicazione chiara.

Questo incidente fa parte di un modello più ampio in cui i regolatori europei stanno intensificando la pressione sulle grandi aziende tecnologiche per violazioni della privacy dei dati, come si è visto in vari casi storici che hanno portato a multe sostanziali volte a garantire la conformità alle normative locali.