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L'India respinge la sentenza della Corte dell'Aia sul Trattato delle Acque dell'Indo come invalida
L'India ha bocciato una sentenza della corte di Aia sul Trattato delle Acque dell'Indo, sostenendo che manchi di giurisdizione e sia stata costituita illegalmente.

L'India ha formalmente rigettato la sentenza della Corte Permanente di Arbitrato (PCA) riguardante il Trattato delle Acque dell'Indo (IWT) con il Pakistan. Il Ministero degli Affari Esteri (MEA) ha dichiarato che la corte, situata all'Aia, non ha l'autorità per decidere su quelle che l'India considera decisioni sovrane.
L'ordine della PCA, riportato da Dawn, richiede all'India di mantenere in vigore il trattato e di fermare la costruzione di un progetto idroelettrico in Kashmir occupato. Questa decisione è emersa in mezzo a continue dispute riguardo ai diritti sull'acqua tra India e Pakistan, in particolare dopo la sospensione del trattato da parte dell'India nell'aprile dell'anno precedente.
In risposta alle conclusioni della PCA, l'India ha affermato di non aver mai riconosciuto la giurisdizione della corte e di non aver partecipato a nessun procedimento davanti ad essa. Il MEA ha sottolineato che la sentenza era invalida e che il trattato rimarrà in sospeso di conseguenza.

Dawn ha anche riferito che le dispute idriche in corso potrebbero portare a ulteriori tensioni, soprattutto dopo un breve conflitto militare tra India e Pakistan nel maggio 2025, acceso da queste questioni relative alla condivisione delle acque.
Questo sviluppo costituisce un punto significativo di tensione tra le due nazioni, con entrambe le parti che hanno precedentemente intrapreso azioni militari per i controversi diritti sull'acqua stabiliti dall'IWT.