Vai al contenuto

tagblick

sabato 3 ottobre 2026

Cerca

Mondo

L'opposizione chiede la rimozione del Commissario Elettorale Gyanesh Kumar dopo rapporti di dissenso

La richiesta di dimissioni di Gyanesh Kumar segue il dissenso di due Commissari Elettorali sui processi elettorali.

Foto d'archivio: L'opposizione chiede la rimozione del Commissario Elettorale Gyanesh Kumar dopo rapporti di dissenso
Foto d'archivioFoto: NoonIcarus · Wikimedia Commons · CC0

I partiti di opposizione in India, tra cui il Congresso, stanno chiedendo la rimozione del Commissario Elettorale Capo (CEC) Gyanesh Kumar a seguito di rapporti di dissenso tra i Commissari Elettorali riguardo ai processi elettorali. Il dissenso riguarda apparentemente la centralizzazione del database del registro elettorale, presunti cambiamenti illeciti al Modulo 6 e la rimozione di elettori dalle liste in stati come il Bengala Occidentale e Goa.

Secondo quanto riportato, due Commissari Elettorali hanno formalmente registrato obiezioni relative a questi problemi, affermando che simboleggiano una preoccupazione significativa per l'integrità elettorale. Il Congresso ha definito Gyanesh Kumar il 'progettista principale del voto chori' e chiede un'indagine monitorata dalla Corte Suprema sui processi elettorali.

Rahul Gandhi, un prominente leader del Congresso, ha intensificato le critiche, sostenendo che Gyanesh Kumar deve dimettersi immediatamente e suggerendo un'indagine sulle accuse contro leader senior come il Primo Ministro Modi e il Ministro degli Interni Amit Shah per i loro ruoli nel presunto mismanagement elettorale. Gandhi sostiene che il dissenso all'interno della commissione è emerso dopo che il suo partito ha sollevato preoccupazioni riguardo al 'voto chori' in seguito alle elezioni assembleari in Haryana e Maharashtrra.

Foto d'archivio: L'opposizione chiede la rimozione del Commissario Elettorale Gyanesh Kumar dopo rapporti di dissenso
Foto d'archivioFoto: joegoauk73 · Flickr · BY-SA

Altri esponenti politici, tra cui Uddhav Thackeray e Akhilesh Yadav, hanno sostenuto la richiesta di dimissioni di Gyanesh Kumar. Thackeray ha citato le obiezioni sollevate dai Commissari Elettorali come giustificazione per cercare la rimozione di Kumar, mentre Yadav lo ha etichettato come 'Ladro di Elezioni', suggerendo che presunti brogli elettorali potrebbero aver influenzato i risultati delle elezioni negli anni passati.

Inoltre, la Coalition for Justice and Peace (CJP), attraverso il suo fondatore Abhijeet Dipke, ha sostenuto che la rimozione di oltre 130 milioni di nomi dai registri elettorali provvisori mira a favorire i partiti al governo, in particolare il BJP, indebolendo la forza dell'opposizione. Dipke ha suggerito che potrebbero verificarsi proteste pubbliche se Kumar non si dimette.

La Commissione Elettorale dell'India (ECI) ha risposto ai dissensi segnalati, dichiarando che opinioni e suggerimenti diversi tra i suoi membri sono parte di un normale processo interno. Tuttavia, i rapporti continuano a alimentare un intenso dibattito politico sull'integrità delle procedure elettorali in India.

Pubblicità

Qui potrebbe esserci il tuo annuncio

Pubblico europeo — contattaci