Panorama
L'opposizione organizza manifestazioni contro Sánchez dopo l'assalto di migranti a Ceuta
Dopo l'assalto di migranti a Ceuta, il governo spagnolo è sotto pressione. L'opposizione critica la politica migratoria del premier Sánchez e organizza manifestazioni su vasta scala.

Una settimana dopo il massiccio assalto di migranti nell'enclave nordafricana spagnola di Ceuta, il governo centrale guidato da Pedro Sánchez (PSOE) si trova di fronte a una crescente pressione politica. Il Partito Popolare conservatore sotto Alberto Núñez Feijóo (PP) e il partito di estrema destra Vox hanno organizzato manifestazioni in tutto il paese, a cui hanno partecipato migliaia di persone.
I partiti di opposizione accusano il governo di "perdita di controllo" e di "fallimento" nel garantire la sicurezza delle frontiere esterne europee. I manifestanti criticano la politica migratoria del governo e chiedono una gestione più rigorosa della situazione a Ceuta.
Sánchez ha definito l'iniziativa dell'opposizione come "ipocrita", accendendo ulteriormente il dibattito sulla situazione migratoria. Durante le manifestazioni, relatori e partecipanti hanno espresso il loro malcontento per la presunta politica di appeasement del governo nei confronti del Marocco, così come per la mancanza di impegno a sostegno di Ceuta.

Durante le manifestazioni è stato sottolineato che Ceuta "non si vende" e "non si arrende". Gli slogan esprimono la determinazione dei manifestanti e il loro rifiuto della situazione attuale dei rifugiati.
Le azioni a livello nazionale evidenziano quanto sia percepita gravemente la questione migratoria in Spagna e in particolare a Ceuta. Il partito di governo deve ora affrontare il crescente malcontento della popolazione e dell'opposizione.