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La Cina respinge il rapporto dell'agenzia di spionaggio della Nuova Zelanda sulle accuse di spionaggio
L'ambasciata cinese in Nuova Zelanda ha respinto le accuse di spionaggio e interferenza estera, in risposta a una recente valutazione sulla sicurezza dell'agenzia di spionaggio nuozelandese.

L'ambasciata cinese a Wellington ha respinto le affermazioni contenute in un rapporto del Servizio di Intelligence della Sicurezza della Nuova Zelanda (SIS), che ha identificato la Cina come coinvolta in attività di spionaggio su vasta scala. L'ambasciata ha descritto il rapporto come contenente molteplici 'false accuse contro la Cina', secondo RNZ.
Nel suo rapporto annuale sulle minacce, il SIS ha sottolineato che la Cina era l'unica nazione coinvolta in spionaggio in capacità significative, segnalando crescenti preoccupazioni per l'interferenza estera. Il Direttore Generale dell'agenzia, Andrew Hampton, ha osservato che l'attuale contesto di minaccia pone delle sfide, come riportato dal South China Morning Post.

L'ambasciata ha accusato il rapporto del SIS di essere influenzato da una 'mentalità della guerra fredda' e ha suggerito che fosse un prodotto di interferenza estera a sua volta. Questo commento riflette le difficili relazioni diplomatiche tra Nuova Zelanda e Cina, che sono state sotto pressione a causa di varie tensioni geopolitiche.
Il rifiuto da parte dell'ambasciata cinese sottolinea le dispute in corso riguardo alle valutazioni sulla sicurezza nazionale e alla caratterizzazione delle attività della Cina nella regione. Le tensioni sono diventate sempre più evidenti sullo sfondo di relazioni internazionali fluttuanti, con il rapporto del SIS che sottolinea le preoccupazioni della Nuova Zelanda.