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La Corea del Sud annuncia l'espansione delle operazioni navali vicino allo stretto di Hormuz
Seul intende ampliare la zona di azione della sua unità antipirateria Cheonghae, vicino allo stretto di Hormuz, in risposta alle pressioni degli Stati Uniti.

Il Ministero della Difesa della Corea del Sud ha annunciato oggi l'intenzione di espandere le operazioni della sua unità antipirateria Cheonghae in acque più vicine allo stretto di Hormuz. Questo piano prevede l'invio di aerei di pattuglia marittima, di un team per la disattivazione di ordigni esplosivi, di droni di superficie e di robot sottomarini, con l'obiettivo di proteggere la navigazione in questa via d'acqua strategica, senza coinvolgere truppe in operazioni di combattimento.
Secondo diverse fonti, l'unità Cheonghae, attiva dal 2009 al largo del sultanato dell'Oman, sarà ampliata per coprire un'area di circa 650 km dallo stretto di Hormuz. Questa mossa si inserisce in risposta alle pressioni degli Stati Uniti, che hanno richiesto supporto militare per la sicurezza della regione.
Le autorità sudcoreane hanno confermato che la proposta per l'espansione dell'area di operazione sarà presentata al parlamento. L'estensione è vista come un modo per rafforzare la sicurezza marittima, in un contesto di crescente tensione nel Golfo Persico e dell'impatto sul trasporto di petrolio.

Il governo della Corea del Sud sottolinea che la propria missione si concentrerà sulla protezione del commercio marittimo e delle rotte di approvvigionamento energetico, mantenendo una postura non combativa. Tuttavia, la complessa situazione regionale solleva preoccupazioni su possibili escalation di conflitti futuri.
Inoltre, la Corea del Sud intende collaborare con altri alleati, pur ribadendo che non invierà truppe a partecipare direttamente al conflitto in Iran. La decisione di espandere la missione non combattente rappresenta una risposta strategica all'aumento dell'instabilità nella regione.
Le azioni e la decisione di Seul riflettono le richieste dell'amministrazione americana che, sotto pressione, ha chiesto ai propri alleati di aumentare la propria presenza militare in risposta alla situazione in Iran e alle recenti ostilità nello stretto di Hormuz.