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giovedì 13 agosto 2026

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Panorama

La Romania spegne completamente la centrale nucleare di Cernavoda per abbassamento delle acque

La centrale nucleare di Cernavoda in Romania è costretta a fermarsi del tutto a causa del basso livello dell'acqua del Danubio, come comunicato dal Ministero dell'Energia.

Oggi la Romania ha deciso di spegnere completamente l'unica centrale nucleare del paese, Cernavoda, a causa del basso livello dell'acqua del Danubio. Secondo il Ministero dell'Energia rumeno, già alla fine di luglio era stato spento il primo blocco del reattore a causa della carenza di acqua di raffreddamento, e ora segue il secondo blocco del reattore.

La misura di spegnimento avviene per garantire la sicurezza dell'impianto, poiché un volume d'acqua insufficiente nel Danubio compromette il raffreddamento dei reattori. Il problema della scarsità d'acqua nel Danubio è citato come una delle principali cause di questa decisione.

La centrale nucleare di Cernavoda contribuisce normalmente per il 20% al fabbisogno energetico della Romania. Pertanto, lo spegnimento totale potrebbe avere ripercussioni sulla fornitura di energia nel paese, anche se attualmente non sono state menzionate complicazioni precise riguardo alla disponibilità futura di energia.

L'azienda rumena Nuclearelectrica, gestore dell'impianto, ha ufficialmente avviato i necessari passaggi per lo spegnimento totale e ha informato sui tempi di queste misure. È stato previsto un completamento dello spegnimento totale intorno alle 10:00 ora centrale europea.

Fino ad ora, la Romania non ha pubblicato piani concreti per affrontare la situazione del basso livello dell'acqua del Danubio né per attivare fonti energetiche alternative per soddisfare la domanda. Tuttavia, la decisione evidenzia la dipendenza delle centrali nucleari dalle condizioni naturali circostanti.

In sintesi, la Romania si trova ora di fronte alla sfida di mantenere la fornitura di energia mentre l'unica centrale nucleare è stata completamente spenta a causa di condizioni ambientali. Senza misure adeguate, non è chiaro come potrà essere gestita la situazione energetica futura.