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Le richieste di dimissioni del CEC Gyanesh Kumar si intensificano in mezzo al controllo della Corte Suprema
Le accuse contro il CEC Gyanesh Kumar innescano proteste e azioni legali mentre la Corte Suprema si appresta ad esaminare le istanze riguardanti le sue decisioni il 5 ottobre.

La richiesta di dimissioni del Commissario Elettorale Capo (CEC) Gyanesh Kumar si è intensificata, con vari gruppi politici e azioni legali emergenti in risposta ad accuse di decisioni unilaterali da parte della Commissione Elettorale. Il Telangana Pradesh Congress Seva Dal ha organizzato un satyagraha, affermando che le recenti azioni di Kumar sottovalutano i diritti di voto dei cittadini e minacciano il processo democratico, come dichiarato dal suo presidente Middela Jitender.
La Corte Suprema è programmata per esaminare le istanze il 5 ottobre che chiedono le dimissioni di Kumar, in mezzo a preoccupazioni riguardo alle sue pratiche decisionali che presumibilmente hanno bypassato l'autorità collettiva degli altri due commissari elettorali. Il Presidente della Corte Suprema Surya Kant, insieme ai Giudici Joymalya Bagchi e V Mohana, presiederà l'udienza, che ha attirato una considerevole attenzione a causa delle sue implicazioni per il funzionamento della Commissione Elettorale.
Lunedì, la Corte Suprema ha rifiutato di imporre ordini provvisori che limitassero Kumar nelle sue funzioni nonostante le gravi accuse. Un petizionista ha espresso che senza un intervento, la situazione potrebbe degenerare, sottolineando l'urgenza della questione. Il rifiuto da parte della Corte di emettere un'ingiunzione evidenzia le complessità legali che circondano le accuse.

La Corte ha inoltre emesso avvisi alla Commissione Elettorale e al Governo Centrale, richiedendo risposte alle affermazioni secondo cui Kumar avrebbe preso decisioni significative in modo indipendente, senza l'approvazione dei suoi colleghi commissari. Questi sviluppi hanno sollevato dibattiti riguardo ai controlli e agli equilibri appropriati all'interno del quadro elettorale.
Il Giudice Joymalya Bagchi ha osservato l'importanza di comprendere le protezioni offerte agli individui in carica, chiarendo che l'immunità non si applica nemmeno ai giudici. Questa chiarificazione è avvenuta nel corso di una discussione sulle modifiche al Modulo 6 e sulla base legale per tali alterazioni, in mezzo al contesto più ampio delle controversie in corso riguardanti il corpo elettorale.
In mezzo a queste sfide legali e politiche, il Bharatiya Janata Party (BJP) ha accusato i leader dell'opposizione, tra cui Rahul Gandhi, di fuorviare il pubblico riguardo alle questioni derivanti dalle modifiche al Modulo 6. Il BJP sostiene che l'emissione di avvisi da parte della Corte Suprema non costituisce un giudizio contro queste modifiche, inquadrandola come prova di un processo democratico funzionante.