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Mbappé, Vinícius e Konaté celano messaggio di supporto a Ceuta
I giocatori del Real Madrid non hanno esibito completamente un messaggio di solidarietà per Ceuta prima della partita contro l’Elche, suscitando polemiche in Spagna.

Prima della partita tra Elche e Real Madrid, i calciatori Kylian Mbappé, Vinícius Júnior e Ibrahima Konaté hanno partecipato a un gesto di supporto per la popolazione di Ceuta. L'azione consisteva nel portare magliette con lo slogan 'Todos somos caballas', progettato per sensibilizzare sulla crisi migratoria nella città autonoma. Tuttavia, i tre giocatori hanno scelto di non mostrare il messaggio in modo completo, arrotolando le magliette, il che ha suscitato critiche.
Il gesto faceva parte di un'iniziativa che si è svolta nel tunnel degli spogliatoi prima dell'incontro. A differenza degli altri giocatori, che hanno esibito il messaggio in modo visibile, Mbappé, Vinícius e Konaté hanno optato per coprire in qualche modo lo slogan, il che è stato ampiamente commentato nei media locali e sui social media. Il Real Madrid, sebbene non si sia opposto alla proposta, ha riconosciuto che ci sono diverse opinioni e sensibilità all'interno dello spogliatoio.
La polemica ha suscitato reazioni divergenti sia da parte dei tifosi che di figure pubbliche. Alcuni politici, come la portavoce del Partido Popular, Ester Muñoz, hanno espresso di provare 'vergogna altrui' nel vedere l'atteggiamento dei giocatori. Questa visione si contrappone a quella di altri che hanno chiesto comprensione per la scelta personale di ciascun calciatore.

Prima della partita, il club aveva sostenuto la causa, indicando che erano state distribuite magliette a tutti i membri della squadra come segno di solidarietà verso Ceuta, che è stata colpita da un'affluenza massiccia di migranti. Tuttavia, la posizione adottata dai tre giocatori non ha coinciso con quella dell'istituzione, il che ha portato a una discussione più ampia sulla libertà di espressione nel contesto sportivo.
Kylian Mbappé in seguito ha giustificato la sua decisione di indossare la maglietta in modo parziale, sottolineando che la sua posizione non implicava mancanza di supporto verso i residenti di Ceuta, ma che cercava di non stabilire gerarchie nelle tragedie umane. La sua dichiarazione è stata presa in considerazione in mezzo alle critiche sul suo gesto durante la partita.
Questo incidente ha alimentato un dibattito sulla responsabilità degli sportivi e il loro ruolo nelle questioni sociali, con vari settori che chiedono un impegno chiaro riguardo alla situazione a Ceuta e in altri luoghi di crisi. Le reazioni continuano mentre si analizzano le implicazioni delle decisioni di questi giocatori nel contesto attuale.