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Milei incolpa femministe e aborto per il calo della natalità in Argentina
Il presidente argentino Javier Milei attribuisce la diminuzione dei nati nel suo paese al movimento femminista e alla legalizzazione dell'aborto.

Il presidente argentino Javier Milei ha affermato che il calo della natalità in Argentina è legato al movimento femminista e alla legalizzazione dell'aborto. Secondo lui, questa 'follia' dell'aborto legale 'costa caro' all'economia e al sistema previdenziale del paese. Milei ha fatto queste dichiarazioni in risposta alla diminuzione dei nati, che, secondo i dati, è diminuita del 47% nell'ultimo decennio.
Milei ha anche menzionato che la legislazione argentina permette l'interruzione della gravidanza fino alla 14ª settimana di gestazione in modo sicuro, legale e gratuito, e che questo influisce negativamente sulle tassi di natalità. Secondo lui, questa situazione sta causando un impatto significativo sulla crescita economica dell'Argentina.
I rapporti recenti indicano che il calo dei nati è una tendenza osservata in diverse parti del mondo, con fattori come il rinvio della maternità e le limitazioni economiche citati come principali cause oltre alla questione dell'aborto.

Prima dell'approvazione della legge che legalizza l'aborto, esisteva già una tendenza al calo del numero di nati, il che suggerisce che molteplici fattori siano in gioco. Tuttavia, Milei continua a focalizzarsi sulla legalizzazione dell'aborto come uno dei principali responsabili di questa diminuzione.
Diversi osservatori e analisti discutono se le dichiarazioni di Milei riflettano una comprensione adeguata del fenomeno demografico più ampio o se mirino a deviare l'attenzione da altri problemi socioeconomici attuali in Argentina.
La dichiarazione del presidente ha generato reazioni tra esperti di salute pubblica e diritti delle donne, che avvertono sulla complessità delle cause sottostanti alla diminuzione della natalità e criticano il tentativo di semplificare la questione attribuendo esclusivamente a aborto e femminismo la responsabilità.