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mercoledì 19 agosto 2026

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Ministro israeliano Ben-Gvir propone di uccidere '30 a 40' palestinesi ogni notte

Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, ha suggerito la morte di decine di palestinesi a Gaza durante un'intervista.

Ministro israeliano Ben-Gvir propone di uccidere '30 a 40' palestinesi ogni notte
Foto: MinoZig - מינוזיג · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Itamar Ben-Gvir, il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, ha fatto dichiarazioni controverse durante un'intervista nel podcast di Rom Braslavski, un ex-ostaggio di Hamas. Ben-Gvir ha proposto che l'esercito israeliano dovrebbe effettuare 'annientamenti selettivi' uccidendo tra 30 e 40 palestinesi ogni notte nella Striscia di Gaza.

Secondo Ben-Gvir, ci sono cittadini a Gaza che 'non meritano di vivere' e che 'non sono nemmeno persone'. Queste affermazioni sono state riportate da diversi mezzi di comunicazione, tra cui Al Jazeera e 20minutos, con i quali Ben-Gvir sembra aver sottolineato la necessità di queste azioni.

In aggiunta, il ministro ha sostenuto che Israele dovrebbe intensificare l'occupazione militare a Gaza e costruire insediamenti ebraici in questo territorio, un punto che rafforza le sue posizioni estreme e il contesto della politica israeliana attuale.

Ministro israeliano Ben-Gvir propone di uccidere '30 a 40' palestinesi ogni notte
Foto: IDF Spokesperson's Unit photographer · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Ben-Gvir è una figura di spicco dell'estrema destra israeliana e ha un ruolo significativo nella coalizione di governo guidata dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Queste dichiarazioni hanno suscitato reazioni varie, essendo viste da molti come un'escalation nella retorica militare contro i palestinesi.

L'approccio aggressivo di Ben-Gvir nei confronti dei conflitti a Gaza ha suscitato preoccupazioni sia a livello nazionale che internazionale, specialmente tra i critici che vedono le sue proposte come un passo indietro per la pace nella regione.

La conferma delle dichiarazioni di Ben-Gvir e le loro implicazioni sulla politica di sicurezza e le operazioni militari di Israele sono ancora oggetto di dibattito, con alcuni analisti che avvertono delle conseguenze che tali discorsi potrebbero avere sulle dinamiche di conflitto già tese tra israeliani e palestinesi.