Panorama
Nicaragua approva riforma costituzionale che esclude l'opposizione dalle elezioni
Il parlamento del Nicaragua ha approvato all'unanimità una riforma costituzionale che esclude l'opposizione dalle future elezioni e prolunga il mandato presidenziale da sei a sette anni.

Il parlamento del Nicaragua ha approvato all'unanimità una nuova riforma costituzionale il 1° settembre. Questa riforma impedisce ai membri dell'opposizione di partecipare alle elezioni e prolunga il mandato del presidente da sei a sette anni.
Secondo diverse fonti, tra cui Het Nieuwsblad e Gazet van Antwerpen, l'approvazione di questa riforma rappresenta un passo importante nel rafforzare il controllo del presidente Daniel Ortega sulla politica in Nicaragua. La modifica è stata approvata dal parlamento in una sessione presieduta dal presidente Gustavo Porras.
La riforma contiene disposizioni che vietano la partecipazione alle elezioni per gli individui coinvolti in atti definiti 'putschisti', 'tradimento della patria' o che desiderano un intervento militare straniero. Queste condizioni sono, secondo Le Monde, destinate a escludere gli oppositori.

Il voto in parlamento, che è stato totalmente unanime, consente ad Ortega di consolidare ulteriormente il suo potere, soprattutto considerando che i critici del regime sono già stati soppressi in precedenza. A fine luglio, Ortega ha espresso l'aspettativa che non ci saranno più elezioni in Nicaragua.
L'approvazione della riforma è considerata controversa da alcuni critici, data la limitata spazio per l'opposizione politica nel paese. La votazione è avvenuta in un contesto in cui molti membri dell'opposizione sono già stati arrestati o vivono in esilio, il che porta de facto a un sistema monopartitico nel paese.
Mentre il governo di Ortega difende queste riforme come necessarie per la stabilità nazionale, gli oppositori sostengono che rappresentano solo un'ulteriore repressione dei processi democratici, complicando ulteriormente la situazione politica in Nicaragua.