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martedì 3 novembre 2026

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Rientro delle salme dei militari italiani in Italia dopo incidente in Bosnia

I corpi dei quattro militari deceduti in Bosnia tornano in Italia, con funerali solenni a Roma.

Foto d'archivio: Rientro delle salme dei militari italiani in Italia dopo incidente in Bosnia
Foto d'archivioFoto: Mongolo1984 · Wikimedia Commons · CC BY-SA 3.0

Oggi a Roma si sono svolti i funerali solenni dei quattro militari italiani morti in un incidente di elicottero in Bosnia mentre erano in missione nell'ambito dell'operazione Eufor Althea. I sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, insieme al tenente Franco Adriano Zecchillo e alla sergente Laura Procacci del Corpo Militare della Croce Rossa, hanno perso la vita giovedì scorso in uno schianto di un elicottero Chinook.

I corpi dei quattro militari sono stati rimpatriati e l’aereo militare ha atterrato all'aeroporto di Ciampino poco dopo mezzogiorno. All'arrivo dei feretri erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Premier Giorgia Meloni e altre alte cariche dello Stato.

Durante la cerimonia, i feretri sono stati avvolti nella bandiera italiana e accolti da un picchetto d'onore. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che i militari rappresentano 'l'Italia migliore' e ha annunciato che la Bosnia dedicherà un monumento in loro onore.

Foto d'archivio: Rientro delle salme dei militari italiani in Italia dopo incidente in Bosnia
Foto d'archivioFoto: Sabas88 · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0

Monsignor Gian Franco Saba, durante l’omelia, ha parlato dei quattro militari come 'seminatori di germe di pace', sottolineando il loro impegno nel promuovere aiuti umanitari. Ha invitato a guardare alla loro missione come a un segno di speranza per le popolazioni vulnerabili.

All'evento erano presenti anche altri membri del governo e della politica italiana, inclusi i presidenti di Senato e Camera. Il cordoglio per la perdita è stato espresso da molti, inclusi i familiari delle vittime.

L'autopsia è stata disposta per uno dei deceduti per confermare le cause della tragedia, che attualmente viene attribuita a un'avaria.