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Rivolta nel carcere di Pisa, protesta rientrata dopo scontri
Dopo disordini e tensioni, la protesta scoppiata per la scoperta di microspie è rientrata senza feriti.

Nel carcere Don Bosco di Pisa si è verificata una rivolta tra i detenuti, innescata dalla scoperta di microspie nelle celle. Alcuni reclusi hanno utilizzato una diretta su TikTok per comunicare con l'esterno e denunciare le condizioni di vita, evidenziando anche il sovraffollamento del carcere, che raggiunge un tasso del 150%.
La protesta è iniziata nel pomeriggio e ha portato a scontri con le forze di polizia penitenziaria, che sono giunte rapidamente sul posto. Secondo le fonti, alcuni detenuti hanno preso possesso di spazi all'interno di un reparto, bloccando l'accesso agli agenti.
Negoziazioni tra i mediatori della polizia penitenziaria e i detenuti sono proseguite per ore, e la situazione è tornata sotto controllo nella mattinata. Durante i disordini, quattro persone sono state arrestate con l'accusa di incitamento alla rivolta.

Il segretario del Sappe Toscana, Francesco Oliviero, ha commentato la situazione, sottolineando che non si è reso necessario l'uso della forza da parte della polizia penitenziaria. Ha anche menzionato una significativa carenza di agenti, che si attesta al 22,7%.
Nel corso delle tensioni, secondo quanto riportato, sono stati utilizzati smartphone detenuti illecitamente per documentare le scene e condividere video sui social media, alimentando ulteriormente la protesta.
Diverse fonti, tra cui ANSA e Sky TG24, hanno confermato che non ci sono stati feriti tra i detenuti o tra il personale durante gli scontri e che la situazione si è risolta senza il ricorso alla forza. La protesta ha suscitato un interesse significativo sia per la dinamica interna che per la modalità di comunicazione utilizzata dai detenuti.