Estero
Sébastien Lecornu in visita a Mayotte per affrontare l'immigrazione clandestina
Durante la sua visita a Mayotte, il primo ministro francese affronta l'immigrazione irregolare e le nuove misure di controllo.

Il primo ministro francese Sébastien Lecornu è arrivato a Mayotte il 26 agosto, accompagnato da diversi ministri, tra cui Édouard Geffray, ministro dell'Istruzione nazionale, e Laurent Nunez, ministro dell'Interno. Questa visita, prevista per durare due giorni, ha l'obiettivo di discutere diverse questioni, in particolare l'immigrazione irregolare che colpisce l'arcipelago del 101° dipartimento francese.
Durante il suo soggiorno, Lecornu ha annunciato un potenziamento delle misure di lotta contro l'immigrazione clandestina. Ha sottolineato l'implementazione di nuovi mezzi di sorveglianza e intercettazione per contrastare il flusso dei migranti. Il governo prevede in particolare di aumentare la pressione sui paesi di origine e di transito dei migranti, al fine di contenere il fenomeno migratorio.
Il primo ministro ha anche accennato alla condizionalità dell'aiuto allo sviluppo per alcune nazioni africane, collegata al miglioramento della loro collaborazione nella lotta contro l'immigrazione illegale verso Mayotte. Questo riguarda sette paesi che dovranno impegnarsi in sforzi per controllare questa immigrazione al fine di beneficiare di aiuti pubblici.

Lecornu ha visitato la base navale di Dzaoudzi sull'isola di Petite-Terre, dove ha fatto il punto sulle operazioni condotte finora per contenere l'immigrazione illegale. Questo incontro con i militari e le autorità locali ha permesso di discutere dei futuri dispositivi da implementare per rafforzare questa azione.
Tra le nuove misure, il primo ministro ha menzionato l'utilizzo di droni per la sorveglianza marittima, nonché l'installazione di un posto avanzato della Legione straniera nel nord-ovest di Mayotte. Queste iniziative mirano a ottimizzare le capacità di controllo e intervento delle autorità.
L'arrivo di Lecornu a Mayotte avviene mentre l'arcipelago è stato recentemente colpito dal ciclone Chido nel 2024, il che ha aggravato le sfide sociali e ambientali, complicando ulteriormente la gestione dell'immigrazione. Le discussioni su questi temi rimangono centrali e complesse nel contesto attuale.