Estero
Amnesty International mette in guardia sulla sorveglianza in Argentina sotto Javier Milei
Amnesty International ha denunciato, in un rapporto, l'aumento della sorveglianza tecnologica in Argentina sotto il governo di Javier Milei, colpendo le libertà fondamentali.

Amnesty International ha pubblicato un rapporto denunciando l'aumento dell'uso delle tecnologie di sorveglianza in Argentina, evidenziando una tendenza crescente dall'arrivo al potere di Javier Milei. L'organizzazione afferma che questa intensificazione delle misure di sorveglianza ha un impatto negativo sulle libertà di espressione e di riunione.
Il rapporto, reso pubblico il 19 agosto 2026, menziona l'uso crescente del riconoscimento facciale e dei droni durante le manifestazioni. Queste tecnologie, secondo Amnesty, rafforzano la capacità dello Stato di sorvegliare la popolazione, il che potrebbe dissuadere i cittadini dall'esprimersi liberamente.
Amnesty International sottolinea anche che il governo ha acquisito tecnologie di sorveglianza provenienti dagli Stati Uniti, il che ha notevolmente ampliato le sue capacità di monitoraggio. Questa evoluzione segna una trasformazione istituzionale significativa nel modo in cui la popolazione viene osservata.
Nel rapporto, Amnesty dichiara che l'uso di queste nuove tecnologie rappresenta un rischio per la democrazia in Argentina. L'organizzazione si preoccupa in particolare di come questi strumenti possano essere utilizzati per controllare e reprimere le voci dissenzienti.
Il governo di Javier Milei, considerato ultraliberale, è al centro di questa dinamica di sorveglianza. Amnesty menziona un clima di paura che potrebbe derivarne, spingendo i cittadini a cedere all'autocensura.
In conclusione, il rapporto di Amnesty International mira ad attirare l'attenzione sulle implicazioni di questa sorveglianza crescente nella società argentina. L'organizzazione chiama a un dibattito pubblico sulla protezione dei diritti fondamentali in questo contesto di tecnologia di sorveglianza in espansione.