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Flávio Bolsonaro intimato a consegnare il passaporto dopo sconfitta elettorale
Il senatore Flávio Bolsonaro è stato vietato di lasciare il Brasile e intimato dalla Polizia Federale a consegnare i suoi passaporti per ordine giudiziario.

Il ministro Alexandre de Moraes della Corte Suprema Federale ha ordinato al senatore Flávio Bolsonaro di consegnare i suoi passaporti e gli ha vietato di lasciare il paese. La decisione è stata comunicata alla Polizia Federale, che ha intimato a Bolsonaro il rispetto dell'ordine. La misura segue la sconfitta di Bolsonaro alle elezioni presidenziali di domenica.
La decisione di Moraes rientra in un procedimento in cui Flávio Bolsonaro e l'avvocato Willer Tomaz sono indagati per riciclaggio di denaro, in un presunto schema che coinvolge società di Tomaz e piattaforme di scommesse. La decisione ha incluso anche il divieto di contatti tra Bolsonaro e Tomaz.
Flávio Bolsonaro ha qualificato la misura come un tentativo di intimidazione della giustizia. Il figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro ha accusato la giustizia di vietargli di lasciare il Brasile, secondo un comunicato di lunedì.

Cabo Gilberto, leader della bancada di opposizione alla Camera dei Deputati per il PL, ha protestato contro l'intimazione della Polizia Federale al senatore, chiedendo spiegazioni sulla procedura.
La stampa ha riportato resoconti contraddittori sul rispetto dell'ordine. Un quotidiano argentino ha riferito che Bolsonaro aveva lasciato il paese con destinazione gli Stati Uniti dopo aver rifiutato di consegnare i passaporti. Gli alleati del candidato sconfitto hanno negato questa possibilità, secondo quanto riportato.
Fonti vicine al caso citate dall'agenzia Reuters hanno riferito che Bolsonaro avrebbe lasciato il Brasile, anche se altri resoconti indicano che il senatore non aveva ancora consegnato il passaporto al momento dei comunicati.