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Flávio Bolsonaro si autodefinisce 'vero presidente eletto' dopo fuga negli Stati Uniti
Il senatore Flávio Bolsonaro ha pubblicato una lettera negli Stati Uniti, affermando di essere il legittimo presidente del Brasile, senza riconoscere la sconfitta alle elezioni.

Flávio Bolsonaro, senatore e candidato sconfitto alle elezioni presidenziali brasiliane, è fuggito dal Brasile il 27 ottobre, arrivando negli Stati Uniti. Il giorno dopo, ha diffuso una lettera, attraverso il suo alleato Paulo Figueiredo, in cui si autoproclama 'il vero presidente eletto del Brasile'.
Nella sua dichiarazione, Flávio Bolsonaro ha sostenuto che la sua vittoria è stata annullata da un 'golpe', orchestrato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva e dal Supremo Tribunale Federale. Inoltre, il senatore non ha riconosciuto il risultato delle elezioni di domenica scorsa, in cui è stato sconfitto da Lula.
Nella sua lettera, Flávio ha espresso gratitudine a figure come Donald Trump e Javier Milei, affermando di aver ricevuto aiuto nella sua fuga dal Brasile. Questa dichiarazione ha suscitato reazioni negative e provocazioni in vari ambiti politici.

Dopo la pubblicazione della lettera, Flávio Bolsonaro ha cancellato la parte in cui si definiva 'presidente eletto' e ha iniziato a definirsi 'leader del Brasile'. Questo passo indietro è avvenuto circa 20 minuti dopo la diffusione iniziale, segnalando un possibile cambio nella sua strategia comunicativa.
Il contenuto della lettera ha suscitato critiche nel Senato Federale, con gli oppositori che chiedono il rispetto del risultato elettorale. Anche la gestione del TSE, sotto la leadership di Kassio Nunes Marques, ha preso positione, respingendo le accuse di frode mosse da Flávio.
Le sospetti che la fuga e le dichiarazioni di Flávio possano coinvolgere tentativi di sabotare le relazioni tra il governo Lula e gli Stati Uniti sono stati sollevati da alleati di Lula, che vedono le sue azioni come un modo per creare conflitto nelle relazioni diplomatiche. Tuttavia, Donald Trump ha dichiarato di non voler intervenire nelle questioni elettorali brasiliane.