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Il presidente del Paraguay si dimette dopo la crisi bancaria
Santiago Peña ha annunciato le sue dimissioni dopo conflitti politici legati all'Ueno Bank, il cui controllo è stato assunto dalla Banca Centrale.

Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, ha annunciato le sue dimissioni in mezzo a una crisi bancaria che ha colpito milioni di depositanti e ha generato proteste in tutto il paese. Questo collasso dell'Ueno Bank ha portato all'intervento della Banca Centrale, che ha assunto il controllo dell'istituto finanziario a causa di un significativo deficit di capitale, risultando nel congelamento dei conti dei clienti, inclusi fondi pensionistici e assistenza sanitaria.
L'opposizione paraguaiana aveva presentato una mozione per destituire il presidente, sostenendo che mantenesse legami con l'Ueno Bank, aggravando la situazione politica. Questa richiesta, che ha ottenuto il supporto di 35 legislatori, è stata inoltrata al presidente della Camera dei Deputati e doveva essere discussa in Congresso, dove sarebbero stati necessari almeno 53 voti per procedere al Senato.
Con la crescente pressione e la possibilità di un procedimento di impeachment, Santiago Peña ha deciso di rassegnare le dimissioni. La sua uscita è stata annunciata in una dichiarazione video, dove ha sottolineato la gravità della situazione e la crisi politica imminente a causa dell'intervento sulla banca.

Dopo le dimissioni, parlamentari dell'opposizione hanno espresso che non avrebbero accettato le dimissioni di Peña e avrebbero continuato a cercare un procedimento di destituzione. Questa reazione riflette la turbolenza e la divisione nel governo, con vari partiti che si uniscono attorno alla questione, evidenziando la complessità della crisi.
La crisi bancaria ha colpito quasi la metà della popolazione paraguaiana, con la Banca Centrale che ha informato che la scarsità di capitale era il motivo principale dell'intervento. Questo episodio non è stato solo uno shock finanziario, ma anche una crisi di fiducia nell'amministrazione di Peña.
Gli eventi intorno all'Ueno Bank, che aveva legami stretti con il presidente, hanno sollevato gravi interrogativi sulla trasparenza e responsabilità nel settore bancario paraguaiano. La crisi continua a evolversi mentre i legislatori e la popolazione attendono i prossimi passi nella situazione politica del paese.