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Il Supremo mantiene la sospensione del diritto di voto dei nazionalizzati per la ‘legge dei nipoti’
La Corte Suprema ha deciso di mantenere la sospensione del diritto di voto per oltre 163.000 nazionalizzati attraverso la legge dei nipoti, consentendo le osservazioni fino al 29 novembre.

La Corte Suprema di Spagna ha confermato la sospensione del diritto di voto per i cittadini nazionalizzati mediante la legge dei nipoti, programmata per il 29 novembre. Questa decisione è giunta dopo il rifiuto del ricorso presentato dall'Avvocatura dello Stato, che non è riuscita a convincere il tribunale della necessità di revocare la misura cautelare.
Secondo i servizi giuridici statali, il numero totale di interessati ammonta a 163.020 persone. Il tribunale ha dato un termine di cinque giorni a queste persone per presentare osservazioni in merito alla sospensione del loro diritto di voto.
La Sezione del Contenzioso Amministrativo della Corte Suprema ha adottato questa decisione con un voto di cinque a uno. Durante la deliberazione, è emerso il rischio che si costituisca irregolarmente un elenco di elettori se si consentisse il voto ai nazionalizzati che non soddisfano tutti i requisiti legali necessari.

Nel suo parere, i magistrati hanno rimproverato l'Avvocatura dello Stato per non aver fornito dati che giustificassero la necessità di sollevare la sospensione, mantenendo così la misura cautelare che interessa oltre 160.000 nazionalizzati.
La controversia su questo tema si è intensificata, con pareri differenti riguardo alla rilevanza del diritto di voto in questo contesto. Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha lamentato la situazione, indicando che per alcuni il diritto di voto non è considerato di grande importanza.
D'altra parte, il PSOE ha criticato la decisione del Supremo, sostenendo che vi è un trattamento diseguale per i nipoti degli esiliati rispetto a quelli dei franchisti, aggiungendo così una nuova tensione al dibattito politico in Spagna.