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Israele alle urne: Netanyahu sfida Eisenkot
Gli israeliani eleggono 120 deputati alla Knesset per la prima volta dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, in una contesa tra il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot.

Martedì si terrà un voto cruciale per Israele. Gli elettori sono chiamati alle urne per scegliere i 120 membri della Knesset, in una votazione che avviene per la prima volta dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. La lotta per il potere si gioca principalmente tra Netanyahu e Eisenkot.
Gadi Eisenkot è l'ex capo di stato maggiore dell'esercito israeliano che ha trascorso quattro decenni nell'istituzione militare. Secondo SAPO 24, è padre di un figlio morto a Gaza. Eisenkot è entrato in politica come leader del partito Yashar! e si presenta come avversario di Netanyahu nella corsa alla carica di primo ministro.
Eisenkot sostiene che Israele non può resistere altri quattro anni come gli ultimi. Le sue priorità politiche includono un'inchiesta sulle carenze di sicurezza del 7 ottobre, cambiamenti nel servizio militare e una nuova strategia per Gaza, secondo quanto riportato. Tuttavia, non presenta una posizione univoca sulla creazione di uno Stato palestinese.

La campagna elettorale si è intensificata negli ultimi giorni. Nella notte di domenica, migliaia di israeliani hanno partecipato ai comizi conclusivi dei partiti, secondo la RTP. Questa mobilitazione avviene in un contesto di tensioni politiche sulla gestione degli affari dello Stato.
Il voto di martedì rappresenta il momento in cui gli israeliani possono scegliere tra diverse visioni per il paese. La contesa tra Netanyahu e Eisenkot si concentra sulla governance e sulle risposte agli eventi del 7 ottobre. L'esito della votazione determinerà la composizione del prossimo Parlamento e l'eventuale formazione del nuovo governo.
All'ingresso dei seggi, gli israeliani si confrontano con scelte sulla sicurezza, la strategia militare e la politica interna. L'elezione si svolge in un contesto segnato dalle conseguenze dell'attacco di Hamas e dalla necessità di definire nuove direzioni politiche per il paese.