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martedì 11 agosto 2026

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Le telecamere dei droni della Royal Navy hanno inviato dati in Cina, suscitando allarme per la sicurezza

Un'indagine ha rivelato che le telecamere dei droni della Royal Navy trasmettevano dati in Cina, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza nel Regno Unito.

Le telecamere dei droni della Royal Navy hanno inviato dati in Cina, suscitando allarme per la sicurezza
Foto: Unknown author Unknown author · Wikimedia Commons · Public domain

Un'indagine recente del Telegraph ha messo in luce una grave violazione della sicurezza riguardante i droni della Royal Navy. Secondo il rapporto, le telecamere dei droni non pilotati K3 Scout stavano inviando dati non autorizzati alla Cina tramite un indirizzo IP identificato in quel paese.

Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha preso provvedimenti dopo aver rilevato che le telecamere, dotate di componenti di fabbricazione cinese, stavano effettuando comunicazioni non previste. In risposta, è stata presa la decisione di disattivare l'accesso a 20 di queste unità di droni, valutate circa 12 milioni di sterline.

Il rapporto indica che i dispositivi stavano conducendo 'comunicazioni di latenza' verso il produttore in Cina, il che solleva serie preoccupazioni sulla possibilità che vengano utilizzati come strumenti di spionaggio.

Le telecamere dei droni della Royal Navy hanno inviato dati in Cina, suscitando allarme per la sicurezza
Foto: Defence Images · Openverse · BY-SA

Fonti di CNews hanno anche riferito che questo incidente fa parte di una crescente preoccupazione riguardo le minacce legate alla tecnologia cinese nell'ambito militare del Regno Unito.

Il rifiuto verso l'uso di componenti stranieri nei sistemi militari ha preso piede, con analisti come Andrei Serbin Pont che evidenziano i rischi delle backdoor e le vulnerabilità che ciò comporta.

La situazione ha sollevato un ampio dibattito sulla sicurezza dei componenti utilizzati nei droni militari, evidenziando la necessità di una revisione approfondita per proteggere l'integrità della difesa britannica.