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mercoledì 28 ottobre 2026

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Netanyahu e Eisenkot si contendono la formazione del governo dopo le elezioni israeliane

Dopo le elezioni legislative con risultati ancora ufficialmente non divulgati, Netanyahu e il leader di Yashar! Gadi Eisenkot ambiscono entrambi a formare il nuovo governo.

Foto d'archivio: Netanyahu e Eisenkot si contendono la formazione del governo dopo le elezioni israeliane
Foto d'archivioFoto: Beyahad · Wikimedia Commons · Public domain

I risultati ufficiali delle elezioni legislative israeliane ancora non erano stati comunicati martedì, con solo sondaggi all'uscita dalle urne che indicavano un pareggio tecnico tra il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'opposizione. La fase più complessa della formazione di un nuovo governo dovrà iniziare dopo la pubblicazione dei dati ufficiali.

Netanyahu ha tenuto un discorso presso la sede della campagna del suo partito a Gerusalemme, ribadendo la necessità di formare un governo di destra forte, senza il sostegno di partiti arabi. Il primo ministro ha promesso di costituire un nuovo esecutivo, secondo quanto hanno riferito le agenzie di stampa.

Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar! e figura centrale dell'opposizione, ha manifestato a sua volta l'intenzione di formare un governo. Eisenkot si oppone allo svolgimento di nuove elezioni, secondo quanto hanno informato diverse fonti.

Foto d'archivio: Netanyahu e Eisenkot si contendono la formazione del governo dopo le elezioni israeliane
Foto d'archivioFoto: U.S. Department of State from United States · Wikimedia Commons · Public domain

Secondo gli stessi sondaggi all'uscita dalle urne, il partito di Netanyahu si trovava in una posizione tecnicamente equivalente a quella dell'opposizione, lasciando aperto l'esito finale delle elezioni legislative.

La formazione di un nuovo governo potrebbe richiedere diversi mesi, nella misura in cui sarà necessario negoziare alleanze tra i diversi gruppi politici che hanno ottenuto rappresentanza elettorale.

Le divergenze sulla composizione del futuro esecutivo, in particolare riguardo alla partecipazione o all'esclusione di partiti arabi, suggeriscono che il processo di negoziazione potrebbe essere particolarmente lungo.