Panorama
Presidente IHRU mette in discussione i sacrifici dei giovani e retrocede dopo le critiche
Il presidente dell'Istituto per l'Edilizia e la Riqualificazione Urbana ha interrogato la disponibilità dei giovani ai sacrifici necessari per comprare casa, ma ha ritrattato ammettendo di non aver scelto bene le parole.

Benjamim Pereira, presidente dell'IHRU e già sindaco di Esposende, ha affermato di non sapere "se la società attuale sia disponibile al livello di sacrificio" delle generazioni precedenti. Il dirigente ha ricordato che i suoi stessi nonni hanno emigrato "per poter avere una casa", tracciando un parallelo tra le difficoltà di allora e quelle attuali.
La dichiarazione ha suscitato immediate critiche. Il ministro competente ha chiesto spiegazioni, e l'opposizione – in particolare il Partito Socialista, il Blocco di Sinistra e il Libero – non ha risparmiato le critiche. Anche la reazione dei giovani è stata di rifiuto rispetto alle affermazioni del presidente dell'IHRU.
In un secondo momento, Benjamim Pereira ha chiarito la sua posizione, ammettendo che non è stato "felice in tutte le espressioni" utilizzate. Secondo il dirigente, non ha mai inteso svalutare i problemi dei giovani nell'accesso all'edilizia abitativa.

Il presidente dell'IHRU ha ribadito che "in nessun momento ho detto che i giovani non" riescono ad affrontare le difficoltà, cercando di distanziarsi dall'interpretazione delle sue dichiarazioni iniziali. Ha anche assicurato che comprende le rivendicazioni dei manifestanti.
In una terza posizione, Pereira ha affermato che "non si possono esigere dai giovani i sacrifici di allora", ritrattando ulteriormente il tono iniziale delle sue osservazioni sulla disponibilità delle generazioni più giovani allo sforzo necessario per l'acquisto di abitazioni.
La situazione ha motivato richieste di chiarimenti in Parlamento, dove l'opposizione intende approfondire il tema delle dichiarazioni del presidente dell'IHRU e le loro implicazioni per la politica abitativa.