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Israele al voto: Netanyahu sfida Eisenkot con stallo in vista
Elezioni cruciali dopo l'attacco del 7 ottobre: i sondaggi indicano che nessun blocco raggiungerà i 61 seggi necessari per formare una maggioranza alla Knesset.

Gli israeliani si sono recati alle urne il 27 ottobre per il rinnovo del Parlamento in quella che rappresenta la prima tornata elettorale dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. La competizione politica si articola attorno a due blocchi principali: da un lato il raggruppamento guidato dal premier in carica Benjamin Netanyahu insieme ai partiti di estrema destra, dall'altro il fronte anti-Netanyahu con principale esponente Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore.
I seggi sono rimasti aperti dalle 7 alle 22 ora locale. L'affluenza ha raggiunto il 31,5% a mezzogiorno, il dato più alto registrato dal 1977, con circa 2 milioni di votanti. A Netanyahu e alla moglie Sara è stato visto votare a Gerusalemme, mentre il premier ha esortato i cittadini a recarsi alle urne. Secondo i sondaggi nessuna coalizione avrebbe i 61 seggi necessari su 120 alla Knesset per formare un esecutivo.
Con oltre metà dei voti conteggiati, il blocco di Netanyahu otterrebbe 56 seggi contro i 49 dell'opposizione, secondo quanto riportato da San Marino RTV. Tuttavia il risultato rimane lontano dalla soglia di maggioranza, prospettando uno stallo politico o la formazione di un governo di minoranza. I partiti arabi verrebbero considerati decisivi in questo scenario.

Durante la giornata di voto si è verificato un episodio di sicurezza quando un uomo armato di coltello si è avvicinato a Yair Golan, leader dei Democratici, a Tel Aviv. L'individuo è stato bloccato dalle guardie del corpo senza che formulasse minacce. Netanyahu ha dichiarato che si tentava di rubare le elezioni.
I leader di entrambi i blocchi si sono detti già pronti a formare un governo, prevedendo intense trattative nei giorni successivi. Intanto l'Iran ha dichiarato che l'esito delle elezioni non cambierà nulla nella situazione regionale.