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Manifestanti per il diritto alla casa mantengono accampamenti a Lisbona e Porto
Dopo le proteste per l'abitazione, i manifestanti hanno deciso di rimanere accampati a Lisbona e Porto. La PSP ha chiesto la rimozione delle tende, ma le proteste continuano.

Dopo una giornata di proteste sabato contro l'aumento del costo della vita e a difesa del diritto alla casa, i manifestanti hanno deciso di pernottare al Rossio, a Lisbona, e in Praça D. João I, a Porto. La continuazione degli accampamenti è stata approvata in assemblea popolare, riflettendo la determinazione dei partecipanti a mantenere la contestazione.
La Polizia di Sicurezza Pubblica (PSP) è intervenuta nella situazione a Lisbona, facendo appello affinché i manifestanti smontassero le tende, sostenendo la mancanza di licenza per l'occupazione dello spazio pubblico. Durante la notte, si è tenuta una conversazione tra i manifestanti e la PSP riguardo alla situazione.
I manifestanti a Lisbona hanno formato un cordone umano intorno alle tende in risposta all'appello della PSP, mentre a Porto alcuni partecipanti hanno indossato caschi come forma di protezione durante le proteste. La decisione di continuare l'accampamento mostra la resilienza del movimento.

Il Ministro delle Infrastrutture e dell'Abitazione, Pinto Luz, ha espresso comprensione per la situazione dei manifestanti, riconoscendo che la loro lotta è motivata da un “dolore” avvertito a causa delle difficili condizioni abitative. Il ministro ha chiesto tempo affinché le misure in corso possano avere effetto.
Gli accampamenti in entrambe le città rivelano una crescente insoddisfazione per le politiche abitative, che i manifestanti considerano inadeguate. Le proteste hanno attirato l'attenzione di diversi gruppi e la situazione continua a essere aggiornata man mano che si verificano nuovi sviluppi.
La contestazione rimane attiva non solo a Lisbona e Porto, ma anche sui social media e in altri spazi, dove i manifestanti inviano messaggi di solidarietà e organizzazione. La lotta per il diritto alla casa e per l'accesso a condizioni dignitose di vita continua a mobilitare i cittadini.